Ancona, 35 anni di indipendenza ucraina: una bandiera di 15 metri per proteggere il cielo.
In Piazza Roma, cittadini italiani e ucraini, istituzioni, medici e volontari hanno celebrato la libertà dell’Ucraina e rivolto un appello all’Italia e all’Europa: rafforzare la difesa aerea significa salvare vite.
Ancona, 23 agosto 2026 – Una bandiera ucraina lunga 15 metri si è aperta nel cuore di Ancona come un grande cielo blu e giallo. Sotto di essa si sono riuniti bambini, medici, volontari, rappresentanti delle istituzioni e cittadini italiani e ucraini.
È stata questa l’immagine simbolo della manifestazione organizzata in Piazza Roma dall’associazione Insieme Per Ucraina – IPU in occasione della Giornata della Bandiera nazionale e del 35° anniversario dell’Indipendenza dell’Ucraina.
Una giornata dedicata alla libertà di un Paese che, a 35 anni dalla proclamazione della propria indipendenza, continua a difendere il suo territorio, la sua identità e il diritto del suo popolo a decidere liberamente il proprio futuro.
Le istituzioni e le associazioni accanto all’Ucraina
In rappresentanza del Comune di Ancona ha partecipato il dott. Simone Pizzi, presidente del Consiglio comunale e responsabile della SOSD Centro di riferimento regionale per la terapia del dolore e le cure palliative pediatriche dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.
Da Senigallia è intervenuto l’assessore Massimo Bello, con deleghe alla Cultura, all’Istruzione, ai Gemellaggi e alle Politiche europee. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dei rapporti tra le comunità e dei gemellaggi tra città italiane e ucraine.
Alla manifestazione ha preso parte anche Massimo Seri, consigliere regionale delle Marche ed ex sindaco di Fano.
L’iniziativa è stata organizzata da Insieme Per Ucraina – IPU con la partecipazione e la collaborazione di Comunità Ucraina Marche, Aurora per le Marche, Radicali Italiani, Movimento Federalista Europeo e Associazione Culturale Europea Italia-Ucraina Maidan. Realtà differenti, unite dal sostegno all’Ucraina e dalla volontà di non restare indifferenti.
La solidarietà che diventa cura
Uno dei momenti più sentiti della giornata è stato dedicato alle persone che, in questi anni, hanno trasformato la solidarietà in gesti concreti.
Accanto all’impegno del dott. Simone Pizzi è stato ricordato quello del dott. Giovanni Cobellis e delle équipe sanitarie che hanno accolto e curato nelle Marche bambini ucraini arrivati durante la guerra.
Questi piccoli pazienti provengono da un Paese nel quale ospedali, ambulanze e altre strutture sanitarie continuano a essere colpiti. Dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha verificato oltre 3.000 attacchi contro l’assistenza sanitaria in Ucraina.
Per alcuni bambini, arrivare in Italia ha significato poter continuare terapie e percorsi di cura diventati estremamente difficili nelle condizioni create dalla guerra.
In Piazza Roma erano presenti anche la piccola Viktoria e sua madre Tetiana. Viktoria è una bambina ucraina affetta da una malattia rara, sostenuta nel difficile percorso di cura dall’Associazione Patronesse del Salesi. Accanto alla famiglia era presente la presidente dell’associazione, Saria Ternullo.
La loro presenza ha dato un volto concreto alla solidarietà: medici che mettono a disposizione competenza e professionalità, associazioni che accompagnano le famiglie, volontari e cittadini che offrono tempo, risorse, accoglienza e vicinanza.
È soprattutto a queste persone che la comunità ucraina ha voluto dire grazie.
Una richiesta urgente: proteggere il cielo dell’Ucraina
Accanto alla gratitudine, dalla piazza è arrivata una richiesta urgente: aiutare l’Ucraina a proteggere il proprio cielo.
La grande bandiera aperta sopra Piazza Roma rappresentava proprio quel cielo e ha accompagnato l’appello rivolto all’Italia e all’Europa affinché venga rafforzata la capacità dell’Ucraina di difendere la popolazione dagli attacchi aerei russi.
Il Paese ha urgente bisogno di sistemi di difesa aerea e, soprattutto, di missili intercettori capaci di fermare missili e droni prima che raggiungano città, abitazioni, scuole, ospedali e infrastrutture civili.
Difendere il cielo dell’Ucraina significa prima di tutto salvare vite. Ogni missile russo intercettato è un missile che non raggiunge una casa, una scuola, un ospedale o una famiglia. Chiediamo all’Italia e all’Europa di continuare e rafforzare il sostegno alla difesa aerea dell’Ucraina.
È questo il filo che ha unito i diversi momenti della giornata: curare chi sta già vivendo le conseguenze della guerra e, nello stesso tempo, impedire che altre persone ne diventino vittime.
Non restare indifferenti
Sotto quella bandiera di 15 metri, ad Ancona, c’erano istituzioni, medici, volontari, bambini e cittadini italiani e ucraini. Persone diverse unite da una scelta concreta: non restare indifferenti.
A 35 anni dalla proclamazione dell’Indipendenza, da Piazza Roma è arrivato un messaggio chiaro: stare accanto all’Ucraina significa sostenere il suo popolo, curare i suoi bambini e aiutarla a proteggere la vita sotto il proprio cielo.
Più missili intercettori. Più vite salvate.






