Quattro sale, una diretta: nelle Marche il film “2000 metri ad Andriivka” ha unito pubblico italiano e comunità ucraina.
Il 14 aprile 2026 nelle Marche si è svolta un’iniziativa intensa e profondamente significativa promossa da Insieme Per Ucraina – IPU (ODV), in collaborazione con Fondazione Gabbiano e con il sostegno dell’Ambasciata d’Ucraina in Italia, di NAU – Network Associazioni per Ucraina e dei Comuni patrocinanti.
Quattro città unite dalla stessa testimonianza
Quattro sale cinematografiche – Cinema Gabbiano di Senigallia, Cinema Solaris di Pesaro, Cinema Teatro Italia di Ancona e Cinema Masetti di Fano – sono state unite in uno stesso momento di attenzione, silenzio e verità attorno alla proiezione del film “2000 metri ad Andriivka” del regista ucraino Mstyslav Chernov.
Prima della visione, il pubblico delle quattro città ha potuto partecipare a un collegamento video in diretta con Serhiy, militare ucraino dal fronte, conosciuto con il nome di battaglia “Halushka”. Nella vita civile aveva delle panetterie e faceva il pane. Con l’inizio dell’invasione su larga scala ha scelto volontariamente di andare a difendere il proprio Paese.
Il suo volto sorridente portava con sé una stanchezza evidente. Lo ha detto anche lui, con semplicità: era stanco. Ma ha aggiunto che la sua lotta e quella dei suoi compagni continuerà finché l’ultimo occupante non avrà lasciato il territorio ucraino.
La voce dal fronte
Durante il dialogo con il pubblico, Halushka ha raccontato perché ha scelto di andare in guerra, cosa lo ha spinto e cosa gli dà la forza di resistere. Ha ricordato che nei territori occupati gli invasori distruggono per prima cosa la memoria storica, bruciano libri ucraini, cancellano simboli culturali, vietano la lingua. Le sue parole hanno mostrato con chiarezza che questa guerra non riguarda soltanto il controllo di un territorio, ma la sopravvivenza stessa di un popolo, della sua memoria e della sua identità.
Quando gli è stato chiesto: “Che cosa possiamo fare per voi?”, la sua risposta è stata molto diretta. Oltre agli aiuti concreti, ai militari serve sostegno morale. Serve sapere che non sono soli. Serve che la verità sulla guerra in Ucraina arrivi alla società europea.
Ed è proprio questo che l’iniziativa ha cercato di fare: creare uno spazio in cui la verità potesse essere vista, ascoltata e sentita senza distanza.
Il film e il silenzio del pubblico
Il film “2000 metri ad Andriivka” ha portato il pubblico dentro la realtà della guerra. Non come racconto astratto, ma come esperienza umana. Molti spettatori si sono commossi. Alcuni sono rimasti in silenzio a lungo. Le immagini, le voci dei soldati, la fatica, la paura, il coraggio e la consapevolezza del rischio hanno reso evidente ciò che spesso le notizie non riescono più a trasmettere.
Alcune frasi del film sono rimaste impresse come ferite aperte: la domanda rabbiosa rivolta all’invasore che ha distrutto una casa; il soldato che rifiuta di essere chiamato eroe perché è da poco al fronte; la moglie che continua a chiedergli di tornare, sapendo che forse non tornerà; la speranza dolorosa che, dopo la guerra, l’Ucraina possa ricostruirsi liberandosi di ciò che resta del passato sovietico.
Molti dei protagonisti di quella storia, però, hanno pagato con la vita il futuro che altri potranno ricostruire.
Le reazioni nelle sale
In sala c’erano persone che portavano ferite personali molto profonde. Una donna aveva un fratello disperso. Un’altra madre aveva perso il figlio in guerra. Dopo la proiezione, ha detto di aver bisogno di un abbraccio umano e della certezza che suo figlio non sia morto invano.
Anche il pubblico italiano ha vissuto la serata con grande partecipazione. Una signora, al termine della proiezione, si è avvicinata per ringraziare e ha detto: “Durante questo film ho percorso anch’io quei 2 chilometri insieme agli ucraini nelle trincee”. Forse questa è stata la descrizione più autentica di ciò che è accaduto nelle quattro sale.
Un altro spettatore italiano, anziano, è rimasto immobile per tutta la proiezione. Alla fine si è alzato come gli altri, ma il suo volto sembrava ancora lì, ad Andriivka.
Una responsabilità umana, civile ed europea
In tutte e quattro le città erano presenti anche rappresentanti delle comunità locali e delle istituzioni. La loro partecipazione ha dato ulteriore valore all’iniziativa, confermando la vicinanza del territorio marchigiano al popolo ucraino.
Per gli ucraini presenti, la serata è stata un momento di vicinanza e riconoscimento. Per il pubblico italiano, è stata la possibilità di percepire con maggiore profondità la realtà della guerra che l’Ucraina sta vivendo.
Insieme Per Ucraina – IPU (ODV) esprime gratitudine a tutti coloro che hanno partecipato, alla Fondazione Gabbiano per la collaborazione attiva e generosa, alle sale coinvolte, alle città che hanno sostenuto l’iniziativa, all’Ambasciata d’Ucraina in Italia e a NAU – Network Associazioni per Ucraina.
Eventi come questo sono necessari. Permettono alla verità di arrivare direttamente alle persone. Creano legami reali. Ricordano che il sostegno all’Ucraina non è un gesto lontano, ma una responsabilità umana, civile ed europea.
Quattro sale. Una diretta. Una comunità riunita attorno alla verità.




